Nella seconda metà degli anni novanta mi fu chiesto se conoscevo qualcuno che scrivesse un racconto per un giornale aziendale con diffusione a Piombino, Brescia, Lovere, Trieste e che ne so dove altro ancora. Risposi che uno lo conoscevo bene: me stesso. Era ben noto il mio prodigarmi come corretttore di bozze per chiunque ne avesse bisogno per giornaletti, riviste varie, segnalazioni o cose personali. Avevo regalato tesine scolastiche (Svevo, letteratura tedesca, poeti maledetti per citare qualcosa) a frequentatori di scuole serali o figli di colleghi, avevo scritto per riviste di vario genere, da quello sindacale a quello sportivo. In altra parte di questo sito ci sono esempi delle mie Segnalazioni al quotidiano locale, ma non mi ero mai cimentato in un racconto. Questo fu il risultato:
Nel 2004venne pubblicato un libretto dall’Università della terza età con alcuni scritti dei partecipanti al corso della dottoressa Carla Mocavero
Il laboratorio di scrittura creativa in realtà negli anni è diventato luogo d’incontro di un affiatato gruppetto di scrittori o per lo meno appassionati di tale arte (possiamo chiamarla così?). Ogni anno qualcuno ci lascia e qualcun altro s’inserisce per cui del nucleo iniziale siamo rimasti soltanto io e Lida Ban, ma normalmente siamo sempre intorno ad una dozzina di appassionati. Da alcuni spunti fornitici da Carla Mocavero sono nati alcuni raccontini con cui ho vinto dei premi (vedi apposita sezione). Nel 2009 è stato indetto proprio tra di noi un apposito concorso “Un giallo all’Università della terza età” (terzo posto, vedi la stessa sezione). Sono raccontini forse non eccelsi, diciamo di valore decente.
Nel 2008, sempre aderendo al laboratorio di Carla, si decise di fare un lavoro collettivo. Eravamo al minimo storico, soltanto in sette partecipammo a quest’avventura e fui io a dare una sistemata agli elaborati, rimaneggiando lievemente qualche testo in modo da strutturare una piece con un dialogo uniforme.
Foto di gruppo con Carla (giacca rossa) al centro.
Ci sono poi altri racconti che potrei decidere di spedire a qualche concorso, reputandoli piuttosto validi. Per il momento quindi non li inserisco in questa sezione. Ad ogni modo i titoli sono:
Il primo è un piccolo divertissement, una modestissima filastrocca poiché al corso di lingua spagnola, il testo che seguiamo ci sfidava, dopo averci fatto conoscere la “Oda al tomate” di Pablo Neruda, a comporre una poesia preferibilmente in rima con il titolo “Oda a la macedonia”. Un invito a nozze poiché sono notissimo compositore di strofette in rima in dialetto triestino. Rifuggendo sempre la banalità ho composto però una contra oda:
Il secondo (compito per le vacanze natalizie 2010/2011) è un pezzo sensibilmente più triste, sconfortante quasi. Non rispecchia assolutamente il mio stato d’animo, ci mancherebbe, ma noi scrittori abbiamo questa sinistra caratteristica descrittiva. Possiamo far ridere, ma anche far piangere e dirò il vero, in quello che scrivo c’è in ogni caso sempre almeno una particella di me, di quello che ho vissuto, sempre:
Questa è invece la versione spagnola della favoletta che si è classificata al terzo posto a Città della Pieve (PG). In verità per questa traduzione c’è stato l’aiuto fondamentale della mia compagna di vita Maria Teresa Rodriguez:
Aggiungo la versione in castellano di “Frammenti a Trieste”. La traduzione è un affettuoso regalo di mia moglie Maria Teresa Rodriguez che abbiamo poi indirizzato a parenti e amici di Buenos Aires: